Il Regno Unito lascia l’Unione Europea

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Dopo mesi passati “sulla soglia”, adesso il Regno Unito è uscito davvero dall’Unione Europea. E se il 29 gennaio 2020 (con il voto dell’Europarlamento) segnerà una data storica nelle vicende continentali, gli effetti scriveranno righe importanti sulle pagine torinesi. Dal 31 gennaio, domani, la Ue perde il primo Paese nella sua “esistenza” (Londra aveva aderito nel 1973, 47 anni fa), ma soprattutto Torino perde – o quantomeno vede allontanarsi – un buon cliente, per non dire ottimo. E questo potrebbe complicare un po’ gli scambi futuri.

Soprattutto se, entro la fine dell’anno, Gran Bretagna e Irlanda del Nord non troveranno gli accordi per quanto riguarda i rapporti commerciali dopo questa prima fase di transizione di 11 mesi. E quindi potrebbero emergere dazi, invece del libero scambio. 

Come precisato con Comunicato dell’Agenzia delle Dogane del 30 gennaio 2020, l’Europarlamento ha ratificato nel pomeriggio del 29 gennaio 2020 il testo dell’accordo di recesso del Regno Unito dall’Unione Europea.

Il Regno Unito lascia pertanto l’Unione Europea a decorrere dal 1° febbraio 2020, tuttavia continua ad applicarne le regole doganali e fiscali, con riguardo ad IVA e accise, fino al 31 dicembre 2020.

Pertanto:

  • fino alla fine del 2020 rimangono in vigenza nel Regno Unito la normativa e le procedure UE in materia di libera circolazione delle persone, dei servizi, dei capitali e delle merci;
  • a decorrere dal 1° gennaio 2021, salvo diverso nuovo accordo, il Regno Unito non farà più parte del territorio doganale e fiscale (IVA e accise) dell’Unione Europea. La circolazione delle merci tra Regno Unito ed Unione Europea verrà, dunque, considerata commercio con un Paese Extra UE.